Chemioterapia, radioterapia o terapie biologiche rappresentano nemici potenti, non solo per il corpo, ma soprattutto per la pelle che subisce ripercussioni a volte umanamente inaccettabili.
Non è semplice per me affrontare questo argomento, ma ho deciso di farlo per alzare un valore spesso dimenticato: la GRATITUDINE verso di me e verso te che mi leggi. Sto scrivendo anche con l’obiettivo di lasciare in queste righe alcuni spunti di riflessione che troverai alla fine di questo testo.
In quasi trent’anni di lavoro, ne ho incontrati di casi. Si entra in certe situazioni con rispetto, ma non è mai semplice; anzi, è DOLOROSO!
Succede poi qualcosa di magico: si instaurano relazioni così vere e profonde che il mondo attuale fatica a comprendere.
Cosa succede alla pelle?
Durante le terapie oncologiche, la pelle, normalmente capace di autorigenerarsi tramite la proliferazione e differenziazione di nuove cellule dallo strato basale, sperimenta uno squilibrio biochimico. Trattamenti prolungati interferiscono con la produzione di sostanze lipidiche essenziali, compromettendo la funzione barriera. Le ghiandole sudoripare, normalmente responsabili della produzione di secrezioni fisiologiche per il mantenimento della salute cutanea, subiscono danni durante questo processo. Le alterazioni coinvolgono anche le ghiandole sebacee, contribuendo ad una ulteriore compromissione dello stato della pelle.
Nella migliore delle ipotesi, la pelle appare spenta, secca, desquamata e irritata. Disagi che, rispetto alla situazione, definisco LIEVI. In seguito, se le terapie continuano, i danni possono diventare più severi, con la comparsa di macchie, eritemi fino a ulcerazioni (radiodermia). E poi ci sono situazione ancora più complesse, dove la pelle diventa intoccabile a causa della fibriomialgia che coinvolge anche le terminazioni nervose cutanee. Si proprio così: vietato accarezzare!
“Vorrei un abbraccio…” mi confidò con un sussurro ….. “Ma non posso!”
In questi momenti, ci si trova a fare i conti con un nuovo aspetto: privi di capelli e sopracciglia, non ci si riconoscere più allo specchio. Una trasmutazione che induce molte donne a rifiutare le cure oncologiche pur di non perdere la tanto amata chioma e “la cornice” dei loro occhi.
Che fare?
A seconda del tipo di terapia, le condizioni epidermiche variano, e ogni situazione è diversa, influenzata anche dalla reazione personale agli eventi. Per questo, ogni caso va accuratamente monitorato e gestito.
ACCUDIMENTO DERMOCOSMETICO
È in questo momento che diventa essenziale ritrovarsi. Truccarsi, pettinarsi, applicare emulsioni e fluidi specifici diventano gesti che rappresentano un vero e proprio nutrimento.
A causa della violenza delle terapie, urge ripristinare a livello epidermico una serie di ingredienti mancanti : Ceramidi, Colesterolo, Acidi grassi. sono necessari ingredienti lenitivi: UREA, ACIDO JALURONICO, CAMOMILLA, CALENDULA, VITAMINA E (tocoferolo).
Ritrovare il comfort nella propria pelle è essenziale per riprendersi il proprio equilibrio e ritrovare identità.
Ecco alcuni punti essenziali seguiti in procinto o in fase di terapia oncologica, considerando che non sempre è possibile intervenire “durante”.
APPROCCIO PREVENTIVO: solitamente, le persone arrivano da me spinte dagli oncologi o dalle strutture di riferimento, per intraprendere azioni preventive volte ad accorciare i tempi di ripresa e a fornire un grande beneficio psicologico. Una pelle trattata e nutrita prima di intraprendere un percorso oncologico, solitamente ha tempi di ripresa più veloci.
DETERSIONE. E’ importante utilizzare detergenti non aggressivi per salvaguardare la naturale barriera cutanea che, durate le terapie è già gravemente compromessa. La detersione per affinità gioca un ruolo chiave per la pelle. Niente tensioattivi, ma oli vegetali.
IDRATAZIONE e NUTRIMENTO. Le micro-emulsioni umettanti e nutrienti devono essere senza profumi e coloranti e devono essere formulate con gli ingredienti accennati in questo testo. L’obiettivo è contrastare la secchezza e la desquamazione. Stessa cosa per i trattamenti lenitivi e disarrossanti: la scelta di ingredienti calmanti e lenitivi è senza alcun dubbio la più mirata, dato che rossori, pruriti e sensibilizzazione sono fenomeni tipici delle cure post-oncologiche.
FOTOPROTEZIONE. Indispensabile evitare un’esposizione solare senza fattore di protezione. L’esposizione al sole deve essere controllata, poiché la pelle non è in grado di difendersi come prima, nonostante la presenza del fattore di protezione.
IGIENE: Sebbene il relax sia importante in fase di ripresa, i momenti piacevoli non vanno ricercati nel bagno in vasca. È preferibile una doccia breve, con una temperatura tiepida e uso di detergenti oleosi. Perché no alla vasca da bagno? Quando pensiamo all’idratazione, ci viene subito in mente l’acqua; tuttavia, questa associazione non è corretta. Dopo un bagno prolungato, si verifica una sorta di raggrinzimento e disidratazione che una “pelle oncologica” deve evitare.
ACQUA: Mantenere sempre uno stato di idratazione adeguato: bere almeno 2 litri di acqua al giorno e ricorrere alla nutrizione clinica funzionale è un suggerimento che fornisco sempre a chi si rivolge a me e che ha aiutato molte persone.
INDUMENTI CHE FORNISCONO SOLLIEVO: Cotone, Lino e Seta rappresentano i tessuti migliori per la pelle in questa delicata fase della vita. Evita tessuti sintetici.
Comprendere appieno la drammaticità delle situazioni non è semplice; tuttavia, con un minimo di empatia, gli abitanti di questo pianeta potrebbero contribuire a rendere migliore la vita di coloro che per lunghi periodi devono sottoporsi a cure tutt’altro che gentili. Purtroppo ci sono occasioni in cui questo non accade.
Quante volte ho sentito frasi di questo tipo:
- “Ma quella non sta male si fa le ciglia, sta sicuro meglio di me”!
- L’ho incontrata, sorrideva ed era più curata di me, poi ha postato un aperitivo su Instagram: alla faccia della malattia!
- Ti trovo bene dai, su che il peggio è passato!
- Si può permettere di sorridere e curarsi ha un bel conto in banca, se succedeva a me ero già morta!
- Era tutta bella truccata, mi piacerebbe capire dove sta il dolore!
Potrei continuare e commentare ogni singola frase … Tuttavia preferisco chiudere questo testo con due inviti alla riflessione.
1 – Mi rivolgo a coloro che hanno la fortuna di avere una buona salute: pesate le vostre parole, usatele con attenzione, non sapete mai quale sfida sta affrontando chi è di fronte a voi. Dietro quel trucco e l’aperitivo postato su Instagram , c’è la ricerca disperata di aggrapparsi alla vita, c’è la ricerca di una identità perduta e la paura che quel trucco, quelle ciglia, quell’aperitivo possano essere gli ultimi!
Non scherzate con le parole, domani può succedere a voi o a qualcuno molto vicino a voi!
L’estetica è una medicina per soffrire meno e nutrire la forza per non smettere di lottare! Prima di parlare, pensate!
2 – Ed ora mi rivolgo a te, che cerchi di trovare la forza davanti allo specchio! La sopravvivenza al cancro è aumentata: non smettere di prenderti cura di te, anche se il tuo corpo appare devastato. Accoglilo, accettalo e curalo: sono queste azioni le vere medicine, le uniche senza controindicazione! Io sono con te!
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